MOZA HGP Shifter : Test e recensione | Quanto vale davvero nel 2026
MOZA HGP Shifter: la mia rapida recensione
Primo cambio a H di MOZA, l’HGP punta tutto su una finitura interamente in alluminio e su un funzionamento decisamente meccanico. Sette marce più una retromarcia, un sensore angolare senza contatto e un pulsante svitabile, il tutto a un prezzo che mette in difficoltà i modelli più costosi. L’abbiamo messa alla prova in pista per verificare se le sensazioni fossero all’altezza sia in frenata che nelle lunghe gare di endurance. Verdetto: un esordio molto convincente, a patto di montarla su un vero cockpit.
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Cosa ci è piaciuto
- Telaio interamente in alluminio lavorato, nessuna flessione anche in fase di accelerazione
- Un movimento pesante e meccanico, molto simile a quello di un vero cambio
- Griglia ben distanziata, i malfunzionamenti sono rari
- Pulsante svitabile compatibile con la maggior parte dei pomelli aftermarket
- Retrocessione assistita attivabile e configurabile tramite Pit House
- Sensore senza contatto a 15 bit, praticamente esente da manutenzione
- Prezzo competitivo per questo livello di finiture
Le riserve
- Solo leva a H, nessuna modalità sequenziale
- Resistenza non regolabile
- Settima e retromarcia da premere verso il basso, poco intuitivo sulla 7a
- Non adatto all'installazione su una scrivania (troppo alto)
- A seconda del montaggio, potrebbe verificarsi un rumore metallico
- Compatibile con PC e basi MOZA
Scheda tecnica
| Configurazione | 7 marce + retromarcia (schema H) |
| Sensore | angolare senza contatto a 15 bit |
| Materiale | alluminio anodizzato di qualità aeronautica, lavorato con macchine CNC |
| Peso | 1,8 kg |
| Dimensioni | 100 x 140 x 250 mm |
| Pomello | svitabile, filettatura standard (compatibile con ricambi aftermarket) |
| Connettori | Da USB-B a PC, da RJ11 a base MOZA compatibile |
| Montaggio | fori filettati M6, bulloneria e attrezzi in dotazione |
| Software | Casa della fossa MOZA |
| Retrocessione assistita | sì, opzionale e configurabile |
MOZA completa finalmente la sua gamma con una vera leva a H
Al puzzle MOZA mancava un pezzo. Il marchio aveva le sue basi, i volanti, i pedali e il freno a mano, ma non una leva del cambio di propria produzione. L’HGP colma questa lacuna con una promessa semplice: offrire una leva a H di alta qualità senza far saltare il budget. Sulla carta, si parte con sette marce più la retromarcia, un alloggiamento ricavato dal pieno e un sensore senza contatto. In realtà, non appena lo si prende in mano, si capisce subito dove MOZA ha investito il proprio denaro.
Ciò che colpisce innanzitutto è che questo primo modello della categoria non dà affatto l'impressione di essere un prodotto da principianti. L'HGP si posiziona direttamente a confronto con i modelli di punta della fascia entry-level e di quella media, e lo fa con argomenti concreti piuttosto che con una scheda tecnica gonfiata a fini di marketing.
Un blocco di alluminio che non si muove di un millimetro
Il telaio è interamente realizzato in alluminio anodizzato di qualità aeronautica, e questo si percepisce fin dal primo contatto. L’oggetto ha una densità che ispira fiducia, non suona cavo, non produce rumori metallici. Una volta avvitato al nostro cockpit, anche se si effettuano scalate di marcia decise e si sposta la leva del cambio in modo un po’ brusco, nulla si flette e nulla vibra. È il tipo di solidità che non ci si aspetta necessariamente a questo livello di prezzo, e che cambia tutto non appena si aumenta un po’ il ritmo.
Il meccanismo è protetto da un soffietto interno che tiene lontana la polvere, mentre l'estetica punta su un look decisamente meccanico, con elementi a vista in stile cambio da corsa. Si tratta di un oggetto che ispira fiducia, progettato per durare nel tempo piuttosto che per brillare per cinque minuti.
Il movimento: pesante, meccanico, mai fiacco
È proprio qui che l’HGP si distingue davvero. Il cambio di marcia è pesante, meccanico e deciso. Ogni innesto richiede una notevole forza, e questa resistenza trasforma il semplice gesto di cambiare marcia in una vera e propria azione fisica. Siamo ben lontani dalla leva leggera che scorre da sola: qui bisogna voler cambiare marcia, e questa esigenza avvicina la sensazione a quella di un’auto vera.
Rispetto a un modello di riferimento come il Fanatec SQ, il MOZA è decisamente più rigido. I primi giri in pista richiedono un po’ di tempo per abituarsi, il tempo necessario per dosare la pressione e anticipare il movimento. Poi, dopo qualche giro, si prende la mano: si smette di muovere bruscamente la leva, si accompagna il movimento e i cambi diventano precisi e sicuri. In fase di attacco, durante una scalata di marce in frenata all’ingresso di una curva stretta, questa rigidità dà i suoi frutti: si avverte l’innesto, si capisce che la marcia è stata inserita senza dover distogliere lo sguardo dalla pista.
Anche durante una sessione prolungata, questa rigidità non diventa una seccatura. La resistenza è costante da una marcia all’altra, senza punti molli né punti duri fuori posto, e la regolazione di fabbrica è davvero ben studiata. Si nota semplicemente che questa resistenza non è regolabile: ciò che si trova nella confezione è ciò che si avrà a disposizione. Data la precisione della regolazione di fabbrica, non ce ne lamentiamo, ma gli appassionati di personalizzazione minuziosa dovranno esserne consapevoli.
Sette rapporti, una retromarcia e una griglia che non perdona
L'HGP offre una leva a H con sette marce più la retromarcia. I rapporti sono ben distanziati e la distanza tra le posizioni della leva risulta naturale al tatto. Risultato: gli errori di cambio marcia sono rari, anche quando si effettuano cambi di marcia in modo aggressivo. Si trova la marcia giusta senza esitazioni, il che è fondamentale nelle auto d’epoca o nelle GT che vivono di cambio manuale.
Due posizioni richiedono una manovra particolare: la settima e la retromarcia si innestano spingendo la leva verso il basso prima di selezionarle, una misura di sicurezza anti-errore. Si tratta di una misura efficace per evitare di inserire la retromarcia per sbaglio, ma ammettiamo che, per quanto riguarda la settima marcia, questo gesto aggiuntivo ci è sembrato un po’ superfluo nell’uso quotidiano. Niente di insormontabile, solo una questione di abitudine.
Sensore senza contatto e scalata assistita
All'interno del meccanismo, MOZA ha integrato un sensore angolare senza contatto a 15 bit. Il vantaggio è duplice: la lettura dei rapporti rimane precisa e reattiva, e l'assenza di contatto meccanico sul sensore limita l'usura, rendendo il sistema praticamente esente da manutenzione in condizioni di utilizzo normale. Si tratta di un punto di forza per un accessorio che, per sua natura, viene sottoposto a un uso intensivo.
La leva è dotata anche di un sistema di scalata assistita, con un'accelerazione automatica pensata per sincronizzare i regimi durante le scalate di marcia. La funzione è opzionale: è possibile attivarla, disattivarla o regolarne i parametri (durata, intensità) tramite il software MOZA Pit House. Infine, il pulsante è svitabile e compatibile con la maggior parte dei pomelli aftermarket con filettatura standard, consentendo di personalizzare il comando senza dover ricorrere a modifiche fai-da-te.
Da avvitare su un cockpit, non su un angolo della scrivania
Per quanto riguarda l'installazione, MOZA ha fatto un ottimo lavoro. I fori filettati M6 e i numerosi punti di fissaggio si adattano a diverse configurazioni di rig, e la viteria e gli attrezzi necessari sono in dotazione. Il montaggio su una piastra dedicata è semplicissimo, e l'integrazione sui supporti disponibili in commercio è immediata.
C'è tuttavia un limite importante da tenere presente prima dell'acquisto: questa leva non è pensata per essere montata su una scrivania o su un tavolo. In assenza di un'altezza adeguata, risulta troppo in alto e l'ergonomia ne risente. Per funzionare al meglio, ha bisogno di un supporto su cui poterla avvitare nella posizione corretta. Si segnala inoltre un possibile rumore di contatto metallico a seconda del montaggio, attenuato dagli ammortizzatori inclusi nella confezione.
Connessione ed ecosistema
L'HGP si collega direttamente al PC tramite il cavo USB, senza bisogno di adattatori, oppure a una base MOZA compatibile tramite il cavo RJ11 in dotazione. Si tratta di un accessorio pensato innanzitutto per il PC e per l’ecosistema MOZA, dove si integra naturalmente con il resto dell’attrezzatura e si configura tramite Pit House. Un aspetto da tenere presente: si tratta esclusivamente di una leva a H, senza modalità sequenziale. Chi desidera la modalità sequenziale dovrà orientarsi verso l’SGP, il modello dedicato del marchio.
Il nostro bilancio dopo la prova
La MOZA HGP fa il suo ingresso con successo in una categoria in cui non ci si aspettava necessariamente che si posizionasse a questi livelli. La qualità costruttiva è sbalorditiva considerando il prezzo, la risposta meccanica è coinvolgente e la griglia è abbastanza tollerante da far dimenticare l’elettronica e concentrarsi sulla guida. I suoi limiti sono chiari e ben definiti: nessuna modalità sequenziale, nessuna resistenza regolabile e la necessità di un cockpit per sfruttarlo al meglio. Se questi tre aspetti non rappresentano un ostacolo per voi, è difficile trovare di meglio a questo prezzo.

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