Asetek La Prima Wheelbase (12Nm) : Test e recensione | Quanto vale veramente nel 2026
Asetek La Prima Passo (12Nm): la mia breve opinione
Questo La Prima mi ha dato la sensazione di passare da un semplice volante da gioco a un vero e proprio strumento di guida, con un feedback chiaro e coerente che aumenta la fiducia in pista. Si rivolge principalmente ai piloti di simulazione per PC motivati che hanno già un cockpit rigido o che sono pronti ad aggiornarlo. Nel complesso, offre una base solida e durevole, ideale per essere utilizzata come configurazione di base a lungo termine.
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Asetek La Prima Wheelbase (12 Nm): test e recensione completa
La Prima Wheelbase di Asetek entra in un segmento molto conteso: quello dei motori diretti "accessibili", intorno ai 10-12 Nm, pensati per i piloti di simulazione che vogliono fare un vero passo avanti senza arrivare alla fascia alta del mercato. Sulla carta, questa base promette una coppia sufficiente per essere esigente, una finitura seria e un ecosistema che Asetek sta costruendo.
Ciò che attira le persone è questo posizionamento centrale: abbastanza potente da far correre auto GT, monoposto e da rally in modo credibile, ma ancora "maneggevole" per una prima guida diretta. Asetek punta anche sulla sua immagine di marchio puramente orientato alle prestazioni, con un'enfasi sulle sensazioni, la rigidità e la coerenza della gamma.
Il mio angolo di analisi ruota attorno a tre punti: la qualità del force feedback (finezza + potenza), la facilità di gestione per chi proviene da un volante con cinghia e ingranaggi e la rilevanza di questa base come fondamento di un setup in evoluzione. L'obiettivo è semplice: vedere se questo La Prima offre un reale vantaggio in pista, o se è solo un'altra alternativa in una gamma già densa.
Progettazione e produzione
Visivamente, La Prima Wheelbase emana serietà. Il telaio in metallo, dall'aspetto angolare e compatto, dà l'impressione di un blocco monolitico. In mano, la base ha una densità rassicurante: nulla sembra vuoto, nulla si muove quando la si maneggia. Si ha immediatamente l'impressione di un prodotto progettato per sopportare le sollecitazioni, non di un case riconfezionato.
La finitura è pulita, con bordi ben lavorati e assemblaggio preciso. Le superfici ispirano fiducia, senza cercare di essere appariscenti. Il design è funzionale, quasi industriale, ma si adatta bene a un abitacolo. Una volta fissata in posizione, la base non si flette, nemmeno a coppie elevate: la rigidità è chiaramente un punto di forza. È qui che entra in gioco la filosofia Asetek: è meglio avere un'unità compatta e molto rigida che una grande e fragile.
Ciò che sorprende è l'impressione di un prodotto "serio" fin dal momento in cui lo si disimballa. Il motore a trasmissione diretta sembra essere correttamente dimensionato per 12 Nm, senza esagerare, e il tutto sembra più uno strumento che un gadget. È ben lontano dalle basi in plastica o semi-plastica di primo livello.
D'altra parte, alcuni dettagli potrebbero essere un po' deludenti, a seconda delle aspettative. Il design rimane piuttosto sobrio, persino freddo, per chi ama gli effetti di luce o uno stile più "gaming". È anche chiaro che non ci troviamo di fronte al livello di raffinatezza visiva di un prodotto di fascia molto alta: le finiture sono pulite, ma non lussuose. Rispetto ad altre basi di pari potenza, la qualità percepita è al top della gamma in termini di solidità, ma un po' più neutra in termini di "effetto wow" estetico.
Impostazioni, personalizzazione e compatibilità
Per quanto riguarda il software, Asetek ha optato per un'interfaccia chiara con impostazioni ben organizzate. Ci sono i classici: forza complessiva, filtro, attrito, smorzatore, inerzia e alcune opzioni per regolare con precisione le sensazioni in base ai diversi tipi di auto. I menu sono abbastanza chiari da consentire agli utenti intermedi di orientarsi rapidamente, senza dover ricorrere a un manuale tecnico.
Le preimpostazioni fornite per alcuni tipi di auto o di simulazione costituiscono un buon punto di partenza. Non sono perfetti, ma permettono di capire abbastanza rapidamente cosa modifica ogni parametro. Per quanto mi riguarda, ho trovato la curva di apprendimento ragionevole: un paio di sessioni sono sufficienti per ottenere una sensazione coerente, soprattutto se si sa vagamente cosa si sta cercando (più dettagli nelle asperità, meno filtro, ecc.). Se siete dei principianti della trazione diretta, ci sarà sicuramente una fase di adattamento, ma non c'è nulla di cui impantanarsi.
Le impostazioni veramente utili sono quelle che riguardano la chiarezza del feedback e la gestione dei picchi di coppia. La Prima vi permette di ammorbidire il comportamento senza eliminare le informazioni, o al contrario di renderlo più crudo e diretto. È possibile renderlo molto docile per un uso più informale, o più vivace per i piloti di simulazione che amano sentire ogni perdita di aderenza.
La base è orientata al PC, come la maggior parte dei prodotti di questo segmento. La compatibilità con le console dipenderà dalle ruote e dall'ecosistema scelto, e questo non è chiaramente il suo punto di forza principale. Sembra che il target principale siano gli utenti di PC con un cockpit solido.
Per quanto riguarda l'ecosistema, Asetek offre ovviamente i propri volani, pedali e accessori, con una logica di gamma abbastanza chiara. La base si adatta bene a questi componenti e il sistema di fissaggio/sgancio rapido è progettato per essere rigido e facile da usare. La compatibilità con altri componenti (guarniture, cambi) via USB è ancora possibile tramite PC, ma questo è un mondo progettato principalmente per rimanere "in famiglia". In termini di aggiornabilità, La Prima funge chiaramente da punto di ingresso nell'ecosistema Asetek, ma è anche una base che può accompagnare un sim racer a lungo termine senza essere superata in pochi mesi.
Sensazioni in gioco
È sulla pista virtuale che il Passo La Prima mostra ciò che può fare. Con 12 Nm, ci troviamo in una zona di potenza molto piacevole: abbastanza muscolosa da offrire un reale impegno fisico, ma senza diventare stancante dopo pochi giri, se le impostazioni sono ben regolate. La coppia disponibile consente effetti nitidi, variazioni di pressione pronunciate e reazioni chiare in caso di perdita di controllo.
La precisione della FFB è una delle caratteristiche più evidenti. Il basamento trasmette le variazioni di carico all'assale anteriore in modo chiaro, con un centro ben mantenuto. Lo sterzo è solido e reattivo e le microcorrezioni avvengono in modo naturale. Si capisce subito cosa sta facendo l'auto. Ciò è particolarmente apprezzato sulle monoposto molto rigide o sulle vetture GT, dove ogni minimo trasferimento di massa è importante.
Nelle curve, la maneggevolezza è buona. Si percepisce chiaramente l'aumento dello sforzo all'aumentare dell'aderenza, poi il leggero allentamento quando si inizia a superare il limite. La transizione tra aderenza e scivolamento è abbastanza graduale, il che aiuta enormemente ad anticipare qualsiasi perdita di controllo. Rispetto a un sistema basato sulla cintura, guadagniamo in immediatezza: le variazioni di sforzo sono più dirette, meno "arrotondate".
I valori di aderenza sono generalmente molto buoni per questa categoria. È possibile percepire gli inizi del sottosterzo, le piccole perdite di aderenza posteriore e le correzioni al bilanciamento del telaio. Su una pista sconnessa o con pneumatici usurati, si percepisce il peggioramento della maneggevolezza, che aumenta la fiducia. È qui che la base cambia davvero l'esperienza, soprattutto se si proviene da un sistema più elementare.
I vibratori sono ben resi, con una sensazione asciutta ma non sgradevole se i filtri sono impostati correttamente. È possibile percepire la differenza tra un vibratore piatto che si può "mangiare" e un vibratore aggressivo che disturba la macchina. La base ha abbastanza potenza per trasmettere le informazioni, senza saturare. Sulle grandi vibrazioni dei circuiti urbani o su alcuni tracciati aggressivi, si può scegliere di smussare leggermente le cose per evitare che la sessione diventi troppo fisica.
Nelle lunghe sessioni, la consistenza è buona. La coppia non si affievolisce, il fodero non si surriscalda tanto da alterare la sensazione, e il feedback rimane stabile. L'affaticamento dipenderà soprattutto dalle impostazioni scelte: alla massima potenza, su un cockpit molto rigido, può diventare sportivo, ma se si rimane in un range di 60-80 % di forza massima, si troverà un buon compromesso tra immersione e comfort.
Nelle correzioni veloci, la reattività del motore fa la differenza. Il controsterzo, il recupero del sovrasterzo e i rapidi cambi di direzione sono più controllabili che con una base meno potente o più filtrata. La ruota torna in posizione in modo pulito, senza alcuna latenza percepibile, e si può davvero "lavorare" l'auto al limite. Nei rally e con auto molto nervose, questo aspetto porta un reale guadagno in termini di controllo.
Rispetto a una base meno potente (in genere intorno ai 5-8 Nm), la sensazione principale è la riserva. C'è più spazio prima della saturazione. Le grandi pressioni, le compressioni e gli impatti sono più distinti, non si sente solo un "muro" di forza. Rispetto a una base più potente (20 Nm o più), si perde un po' in brutalità pura e margine finale, ma spesso si guadagna in comfort di impostazione. La Prima si posiziona come punto di forza per molti piloti di simulazione: potenza sufficiente per affrontare seriamente le corse dirette, senza sconfinare in richieste fisiche estreme.
Nel complesso, l'immersione è solida: ci si sente connessi alla pista, le informazioni arrivano chiaramente e si acquisisce rapidamente la fiducia necessaria per attaccare più duramente. Il volante diventa un vero e proprio strumento di guida, non solo un dispositivo di gioco.
Per chi è? Cosa ci piace / Cosa non ci piace
La Prima Wheelbase si rivolge chiaramente ai piloti di simulazione motivati, di livello intermedio o avanzato, che vogliono superare o hanno già superato il volante entry-level. È un'ottima base per un giocatore di PC con un abitacolo rigido e il desiderio di guidare regolarmente, che si tratti di GT, monoposto o rally. Anche un principiante molto motivato può trovarla un ottimo punto di partenza, a patto che accetti una breve curva di apprendimento e investa in una configurazione stabile.
Ciò che mi piace particolarmente è la rigidità complessiva del sistema, la qualità del ritorno di forza e la chiarezza delle informazioni trasmesse. La base offre una sensazione pulita e prevedibile, senza eccessivi rumori parassiti. Riesce anche a fornire una buona potenza utilizzabile senza imporre impostazioni ultra complesse: è possibile ottenere un ottimo risultato con poche e semplici regolazioni. In termini di qualità percepita, abbiamo anche l'impressione di un prodotto progettato per durare nel tempo e per inserirsi in un ecosistema coerente.
Per quanto riguarda le limitazioni, il posizionamento di Asetek, molto orientato al PC e all'ecosistema, riduce in qualche modo la flessibilità per coloro che cercano una semplice soluzione multipiattaforma o che amano mescolare i marchi. Alcuni potrebbero trovare l'estetica un po' priva di personalità, soprattutto se vi piacciono le basi molto "appariscenti". Infine, con 12 Nm, non è un mostro di coppia: i puristi che vogliono assolutamente 20 Nm e oltre potrebbero trovare la base un po' "saggia", anche se, in pratica, la maggior parte dei piloti di simulazione non andrà mai a cercare più potenza.
In termini di investimento, La Prima è chiaramente un prodotto da considerare a lungo termine. Non si tratta di un acquisto d'impulso, ma di un componente centrale della vostra configurazione. Il valore percepito dipenderà molto dal vostro livello di impegno nelle corse simulate: per chi va spesso in bici, la differenza di sensazione rispetto a una ruota entry-level giustifica ampiamente il salto. Per un giocatore occasionale, l'investimento potrebbe sembrare più difficile da recuperare.
Il verdetto
L'Asetek La Prima Wheelbase (12 Nm) apporta un vero cambiamento a un assetto destinato alle gare di simulazione serie. Trasforma un assetto "decente" in uno strumento di guida credibile, con un feedback di forza sufficientemente potente e preciso per portare l'auto al limite. Ci stiamo chiaramente avvicinando alle sensazioni di un equipaggiamento avanzato di fascia media, o addirittura al top della gamma per quanto riguarda alcuni aspetti della sensazione e della rigidità.
Sul mercato, è una soluzione cardine: più ambiziosa di un'unità diretta entry-level, ma meno estrema e meno costosa di basi molto potenti. La sua forza sta nell'equilibrio tra prestazioni, facilità d'uso e qualità costruttiva. Non è la scelta ideale se si desidera assolutamente una semplice compatibilità con le console o se si cerca soprattutto la potenza grezza. D'altro canto, per i piloti di simulazione su PC che desiderano una base solida e aggiornabile, compatibile con un ecosistema strutturato, è la scelta ideale.
Se siete alla ricerca di una base a trazione diretta seria, in grado di fornire un notevole aumento delle sensazioni senza diventare ingestibile su base giornaliera, questo prodotto può chiaramente fare la differenza nella vostra configurazione.












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